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13 marzo 2016 7 13 /03 /marzo /2016 18:06
Pino Manzella e le sue “Sicilie” alla Fonderia Oretea di Palermo

Pino Manzella, L'isola inchiodata, tecnica mista su carta antica.

Ieri sera alla ex Real fonderia Oretea di Palermo è stato presentato alla presenza di un foltissimo pubblico di intervenuti il volume Sicilie “L’identità molteplice” di Pino Manzella edito da Casa Memoria Impastato di Cinisi. Per la verità l’orario era stato fissato alle 17.00 ma la presentazione è cominciata alle 17.30 perché si aspettava l’intervento di Giusto Catania - che ovviamente non è venuto - come non è venuto neanche un commesso comunale a partecipare alla presentazione del libro di Manzella. Un libro certamente che non manca di immagini polemiche verso le “distrazioni” della pubblica amministrazione, ribadite peraltro dagli interventi che si sono succeduti.

“La lettura” di questi lavori fa male, fa molto male rivedere attraverso le opere di Manzella tutta una serie di inefficienze delle amministrazioni, locali, regionali e nazionali; di delitti eccellenti nell’isola di Sciascia e di Bufalino, di Pirandello e di Quasimodo; dell’isola dei coralli e dei pescatori, delle cassate e dei cannoli; del sale e degli agrumi. Ma soprattutto fa male sapere di vedove e di orfani, di Claudio Domino, di pupi e di pupari, di martiri. Una Sicilia appesa ad una croce come se fosse la pelle di un bue squartato. I siciliani hanno pagato un prezzo altissimo e pesantissimo ad uno stato incapace di gestire la legalità. “Povera e amara terra mia”, mi riecheggiano alla mente ancora le parole della struggente canzone che Domenico Modugno dedicava alla Sicilia e più in generale al sud.

Una mostra da vedere, se non altro perché fa memoria viva. Pagine di un diario “dipinto” su carta antica come a volersi riappropriare di un’anamnesi che fu dei nostri padri e che non siamo riusciti a conservare se non in dei manoscritti.

La mostra è accompagnata dalle foto dei fotografi dell’Associazione ASADIN. Foto che costituiscono valore aggiunto all’opera di Pino Manzella in quanto ne colgono l’essenza del dipinto dell’artista trasmutandolo in immagini estemporanee. L’artista in questo senso fa da assist al fotografo restituendogli il passaggio come in una partita di calcio.

La Sicilia è …. “una croce per un Cristo che non risorge” …. ( un verso della lirica di Umberto Santino). Testi in catalogo di Umberto Santino, Vinny Scorsone, Fabio Stassi e Giuseppe Viviano. La mostra sarà visitabile fino al 19 Marzo 2016 dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 alla Real Fonderia Oretea alla Cala di Palermo.

Palermo, 13.03.2016 Francesco M. Scorsone

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