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4 aprile 2016 1 04 /04 /aprile /2016 09:34
Incroci eterogenei allo spazio Mini Mu di Trieste

Sabato 9 aprile 2016, alle ore 18.30, nello spazio espositivo del Mini Mu (a Trieste, all’interno del comprensorio del parco di san Giovanni, via E.Weiss n. 15) si terrà l’apertura della mostra “Incroci eterogenei”, un discorso a sei voci, intrecciate da Emilia Marasco.

Le bottiglie in fila di Morandi sembrano raccontarci che l’arte è una cosa che si fa la sera, a casa, quando il caos del mondo esterno si ordina tra quelle quattro mura che sole conoscono il nostro abbandono. Bottiglie dipinte su una superficie più piccola di una finestrina, protette da una luce calda e calma: un velo di colore che accompagna il ripetersi delle forme in una pratica sincera e saggia, pari a quella del pregare o del camminare. L’arte così intesa forse non è stata mai alla ricerca frenetica della novità, elemento indispensabile oggi per poter avere diritto di parola, quasi che la frase “niente di nuovo” significasse “niente di buono” (o forse la forzatura di oggi serve solo a coprire una certa pigrizia, un senso di vuoto che prende nel girare in tondo alle grandi e piccole mostre, al disagio di una mancata percezione tra la propria realtà e quella che ci troviamo di fronte, talvolta brutta, cattiva, incomprensibile, abbandonandoci infine a fingere di comprendere quello che più va di moda).

Forse, ma non sempre è così, dato che questa mostra è testimonianza di sei modi diversi di confrontarsi con l’immagine e in maniera non eclatante. E allora, a fianco di tanta arte oggettuale da maceria, da accatastamento, da attraversamento sistematico dell’avanzo, dell’orpello, della denuncia, della solitudine, della casualità e della pubblicità, ancora, in silenzio, l’immagine rivive e si rinnovella. Essa procede per passi piccolissimi: nell’intera vita di un pittore la trasformazione di un piccolo segno, impercettibile ai più, può costituire il più grande tesoro. E quando tanti piccoli segni maturano assieme, confluendo nell’unico flusso della storia, accade qualcosa e qualcuno raccoglie il messaggio, e infine lo crea. È un lavoro corale, un amore smisurato per il ritorno a casa nell’ora serale, per questo ordinare meticolosamente i pensieri, per questo praticare con le mani e con il tempo, per questo guardare e riguardare, attendere, dormire, sognare, lavorare. Dal nulla nasce una forma, nasce un mondo nuovo, nasce un’idea della vita, piccola, tra lo studio, la cucina, il letto, lo squillo del telefono, il libro più caro.

Non c’è competizione tra coloro che dipingono mondi fantasiosi e quelli che assemblano frammenti di vita per salvarla dall’oblio: sono solo pratiche diverse che tentano comunque di svincolarsi dalle regole del mondo per ricavarsi una libertà di coscienza personale. Si tratta di un progetto che, nel suo insieme e nelle sue varie articolazioni, intende mettere a confronto il lavoro di più autori, di certo diversi per formazione, provenienza, poetica e frequentazioni, ma con opere che, sulla base di un tracciato coloristico e narrativo, possono offrire il destro a un confronto serrato e costruttivo, e divenire, allo stesso tempo, un punto di meditazione sui confini e le possibilità espressive e narrative dell’arte contemporanea. In conclusione possiamo dire di trovarci in presenza di svariate modalità narrative, ma anche di relazioni artistiche vissute come sperimentazione quotidiana.

Gli artisti: Elisabetta Bacci, Carlo Fontana, Maurizio Morassutti, Annalisa Pisoni Cimelli, Giovanni Pulze, Antonio Sofianopulo che qui sono messi in dialogo parlano per mezzo di dettagli, con tinte squillanti o con la solidità cupa del bianco e nero, eppure tutti e sei propongono figure identificabili, convincenti e propositive.

Il catalogo, pubblicato da Juliet editrice, sulla falsariga dei suoi consueti extra issues, contiene oltre a un saggio della curatrice, Emilia Marasco, le schede degli artisti firmate da Gianfranco Paliaga. L’iniziativa, realizzata sotto l’egida della Provincia di Trieste, è stata organizzata con il concorso dell’Associazione Juliet, chiuderà il 15 maggio. Orario di visita: lun/ mer/ven dalle 16.00 alle 18.00.

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Francesco Scorsone
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  • : è un blog che si occupa essenzialmente di articoli su mostre di arte contemporanea e di attualità ad essa collegata. Di tanto in tanto interventi con articoli sul costume e sulla società.
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