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3 gennaio 2017 2 03 /01 /gennaio /2017 11:59

Giorno 31 dicembre 2016 Carlo Maria Maggia, con il suo parapendio alle ore 16.00 dalla vetta di Pizzu Armidu, montagna che sovrasta il paese nebroideo, ha volato fino a sfiorare il Museo degli Angeli che è ubicato a valle nel chiostro di San Francesco. L’atterraggio è avvenuto alle ore 17.00 circa nello stadio comunale. Ad attenderlo c’erano il sindaco del comune Francesco Paolo Cortolillo e il suo vice Salvatore Giuseppe Palmieri oltre che un pubblico di curiosi infreddoliti. “Un omaggio”, ha detto Maggia “doveroso per un luogo dedicato a raccogliere varie espressioni artistiche che evocano i messaggeri alati”. Probabilmente, librarsi così come se si fosse senza peso ti mette in corpo una energia diversa, non comune, ti dà la sensazione di essere portatore di liete nuove. Energia quindi è il termine da usare per questi novelli Icaro.

Il famoso deltaplanista, di origine svizzera ma residente a La Mortola, ha voluto sfidare l’assurdo volando, a tappe, da Ventimiglia (Liguria) fino a Ventimiglia (Sicilia) creando così un gemellaggio fra i due lontani comuni che all’inizio aveva dell’impossibile.

In questo suo volo a tappe ha voluto fare una sosta a Sant’Angelo di Brolo per incontrare il suo vecchio amico Vanni Giuffrè che lo ha ospitato nel sua casa di Sant’Angelo di Brolo. Durante il suo soggiorno si è soffermato sulle attività artistiche santangiolesi con particolare riferimento al Museo degli Angeli di cui Vanni Giuffrè è certamente uno dei fondatori di questa straordinaria istituzione dedicata interamente agli angeli ma che ospita periodicamente anche altre mostre, quali ad esempio quella di Enzo Sciavolino dedicata agli angeli dall’incontenibile leggerezza. Non vi è dubbio che l’amore per la natura, l’interesse per la botanica, il suo amore per l’arte, essere tendenzialmente anche un artista, ha contribuito certamente a rendere un omaggio doveroso, come sostiene Maggia, a un museo che è unico nel suo genere “la casa dell’Angelo”

La casa è certamente un habitat assolutamente irrinunciabile, un’opera dell’uomo alla quale nessuno può declinare e lo sa bene anche il nostro Maggia. I giardini che ha creato rappresentano le case per le piante, per l’artista Maggia sono opere d’arte che l’uomo artista crea non solo come funzione principale ma come rapporto di una riconoscibile tendenza artistica in cui la scienza botanica trova alloggio rendendolo spiritualmente consono quale luogo abitativo.

 

2 gennaio 2016 Francesco M. Scorsone

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  • : è un blog che si occupa essenzialmente di articoli su mostre di arte contemporanea e di attualità ad essa collegata. Di tanto in tanto interventi con articoli sul costume e sulla società.
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