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16 agosto 2017 3 16 /08 /agosto /2017 07:56
Memoria di Valledolmo

Memoria di Valledolmo

A volte strani incontri ti rimandano indietro con la memoria come se per un attimo gli anni trascorsi non siano stati altro che una parentesi casuale. Si può certamente accettare un principio secondo il quale tutto è in un progress involontario. Siamo andati avanti ma forse sono i nostri ricordi che ci perseguitano senza che ce ne rendiamo conto.

Sono ritornato più volte a Valledolmo da quando ebbi la fortuna di incontrare Enzo Sciavolino, valledolmese di razza ma trapiantato a Torino ed attualmente a Rivoli, con il quale ho stretto amicizia. Ho curato infatti anche alcune sue mostre (piccole cose). Lui, Enzo, è uno scultore monumentale, ma la nostra realtà, quella palermitana e regionale, cieca come i falsi invalidi, che ha reso omaggio a cani e porci, purché stranieri, non è riuscita a realizzare - malgrado Sciavolino fosse un artista celebrato forse più all’estero che in Italia - un evento che avesse il senso di una mostra personale.

Enzo comunque è stato capace di farmi conoscere alcuni valledolmesi, forse amici d’infanzia o forse no. Persone nuove che hanno voluto celebrare il proprio concittadino che aveva ricevuto gli onori della critica italiana più accreditata, nonché da giornalisti e dalla televisione. Sicché un giorno invitati dall’allora sindaco Miceli (siamo nel 2001) siamo andati a Valledolmo perché il Comune aveva deciso di ospitare la sua mostra di incisioni che era stata ospitata nella mia galleria. La mostra di Valledolmo fu realizzata in quell’occasione allo Stagnone. Lo Stagnone, ormai in disuso e restaurato, era un antico contenitore d’acqua potabile che riforniva la cittadinanza.

Fu una giornata bellissima. A quei tempi si poteva andare da Scillato viaggiando per la provinciale fino a Caltavuturo e da lì fino a Valledolmo. Oggi è solo un ricordo perché la strada è definitivamente impraticabile. L’unica percorribile è la Termini Imerese - Caccamo – Roccapalumba – Alia – Valledolmo. Alcuni percorrono l’autostrada uscendo a Tre Monzelli per poi inerpicarsi attraverso il parco eolico ma la strada oramai è diventata impercorribile a meno che non la fai di giorno e a velocità moderata.

Insomma da quando in Sicilia, Crocetta (governatore della regione) ha avuto la malsana idea di abolire le provincie per far contento il M5S le strade provinciali sono tutte indistintamente impraticabili. Ma questo è un altro discorso.

Il sindaco Miceli fu gentilissimo, come tutta l’amministrazione comunale, e fu in quell’occasione che incontrai una persona gioiosa e disponibilissima: Gigi Battaglia.

Gigi era una persona colta e amante dell’arte. Nell’ambito comunale si occupava della biblioteca. Con lui si stabilì subito un’intesa, avevamo assieme il gusto per le cose belle e soprattutto per l’arte. Sicché fu facile sentirci abbastanza spesso per motivi diversi, ma sempre legati all’arte, all’attività della galleria, pensando anche ad una possibile pinacoteca comunale visto che il comune aveva molte opere frutto di donazioni di artisti che partecipavano ogni anno alle estemporanee, fino a quando non seppi più nulla di lui. Pensai con rammarico, non mi vorrà dare il dispiacere di non essere riuscito a convincere il sindaco a fondare una pinacoteca.

Gli anni passarono senza che me ne accorgessi (siamo nel 2016) quando la mia attività mi portò di nuovo a Valledolmo perché seguivo una mostra di Sebastiano Caracozzo dedicata a “Maria di Nazareth” una mostra bellissima che fu ospitata nell’Oratorio del SS Rosario.

In quell’occasione incontrai Vincenzo Battaglia (fratello di Gigi) il quale mi disse che Gigi purtroppo era morto. Fu una serata tristissima. Pregai Sebastiano di rinunciare alla cena in suo onore predisposta dal Consiglio Comunale di allora per ritornare a Palermo.

Pensai che il mio rapporto con Valledolmo fosse completamente e definitivamente concluso quando ci ha pensato Sciavolino a riaprirlo con la sua nuova mostra di piccole incisioni e facenti parte di una raccolta di “35 anni di incisioni”.

Ovviamente volli incontrarlo qualche giorno prima dell’evento che si sarebbe svolto all’Associazione “la Matita”. Fui in qualche modo folgorato da questo piccolo racconto di Paulo Coelho che Angelo Conti (presidente dell’associazione) aveva scelto per la sua associazione.

Leggendo il racconto mi colse l’idea che questa storia meritava di essere illustrata da diversi artisti e così è successo. Pochi giorni fa ho consegnato all’associazione La Matita 32 elaborati dedicati alla matita per un progetto di ampio respiro.

Ma la gente si chiederà il perché di questo racconto un po' estemporaneo. E sì proprio estemporaneo perché è stata la mostra in corso e l’invito rivolto all’artista Nino Liberto (che ha insegnato per tantissimi anni a Valledolmo) e la sua partecipazione all’estemporanea che il caso ha voluto che accompagnassimo l’arpista che era con noi e che aveva bisogno di cambiarsi per la serata a casa di amici di Nino. Ma la mia sorpresa è stata che la signora che ci ha aperto era una bella signora, Maria Antonietta Battaglia (sorella di Gigi).  Abbiamo ricordato alcuni momenti della sua vita e di quella di Gigi ma ad un tratto mi parlò del figlio ingegnere il quale - mi diceva -  lavora alla Omer di Russello a Carini. Per un attimo sono rimasto senza parole.

Mi è sembrato come se un cerchio si chiudesse, una sorta di sogno. Conoscevo Gigi ma soprattutto Angelo Russello (avevamo lavorato per tantissimi anni nella stessa azienda) padre dell’attuale ing. Giuseppe che conosco bene.

                                                              Francesco M. Scorsone

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